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Cosa importa conquistare le cose di questo mondo quando si sta per perdere l'Anima?  (Gesù') .

Nell'uomo c'è un organo. Se questo organo funziona bene tutto il corpo funziona bene, ma se quest'organo funziona male tutto il corpo funziona male. Quest'Organo è il Cuore. (Maometto)

 

caravanserraglio@puntosufi.it

 

-Le lettere sono riportate omettendo i nomi degli autori e alcune frasi per riservatezza - Le  lettere dai temi comuni vengono via via accorpate nella sezione "capire" - Questa sezione raccoglie una decina d'anni  di scambi di e-mail indirizzate ai sufi jerrahi durante il mandato di Gabriele Mandel . Salvo altra indicazione le risposte  sono di Murrad Nuraldin.

AGGIORNA LA PAGINA: ULTIMA REVISIONE 4/2/15

 

 

 

Domanda (....)  Non so se avete saputo che Battiato ha detto che papa Francesco gli è simpatico ma non ne sa niente di Dio. (...). Come interpretate questa affermazione? (...)

Risposta. Gentile signore. Primo: per correttezza bisogna citare la fonte evitando così all''interlocutore di andarsela a cercare. Secondo: se quanto scritto da A. de Vita su ondarock corrisponde esattamente a quanto detto dal cantautore c'è solo da complimentarsi con lui che invece ritiene di sapere cosa è Dio. Nella sura 112 del Corano sta scritto che Dio è inconoscibile e la meraviglia del divino sta proprio in questo. Fino a prova contraria ritengo che sia stato frainteso o che si sia espresso in modo non idoneo. Ovviamente papa Francesco segue una specifica visione religiosa, per quanto aperta,  ma nessuno sa cosa ci sia nel cuore di una persona se non Dio stesso. L'importante è che le opere siano buone e questo papa ha avuto il coraggio di fare e di dire cose di cui altri non erano capaci.   Prima di fare rientrare questo cantautore nella bolgia dei pataccari che sanno tutto di Dio e della Verità, abbia timore di non compiere un atto di cattiveria, esattamente come lo sarebbe stato il disprezzare questo papa per la sua semplicità comunicativa.


Domanda (....)  considero il vostro sito una perla preziosa nel mare burrascoso della rete. Un luogo di riflessioni e ragionamenti sereni e pacati, dove davvero si possono incontrare e possono dialogare persone in ricerca delle più diverse fedi e non fedi. L'orrore dei terroristi di ISIS & C. sembra non trovare mai limite: ora sono passati a bruciare vivi gli ostaggi, e di fronte a questo la "semplice" decapitazione sembra quasi un gesto pietoso. Ma dove vogliono arrivare? Sembra  che cerchino a tutti i costi di farsi odiare da più gente possibile, andando contro ai loro stessi interessi di guadagnare adepti. Questo mi fa venire in mente quanto lessi tempo fa a proposito del comportamento di Hitler, il quale ad un certo punto decise di dare priorità alla prosecuzione dello sterminio degli Ebrei, anche a spese di un peggioramento della già disastrosa situazione militare.
Detto questo, non sono entusiasta della risposta della Giordania, consistente nella immediata esecuzione di due prigionieri.
Comprensibile la rabbia, inoltre erano già stati condannati a morte, ma rispondere con violenza alla violenza altrui non è mai la strada giusta, almeno se non la possiamo configurare come legittima difesa.Vale a dire: un conto è, per esempio, attaccare militarmente e distruggere una base di terroristi che sta perparando un attentato, oppure, al limite, effettuare una rappresaglia militare a posteriori sui medesimi, un altro è uccidere immediatamente qualcuno che, essendo in carcere, non è in quel momento in condizioni di nuocere nè è direttamente responsabile di quanto hanno appena compiuto i suoi compagni.
Mi ha anche un po' turbato la dichiarazione di qualcuno di alto livello dell'Università islamica del Cairo (scusate se non cito l'Istituzione in modo esatto) per il quale i terroristi di ISIS dovrebbero essere crocifissi.
Sarei tentato di dire che qui si vede la differenza tra Islam (ed Ebraismo) che per quanto moderati e dialoganti considerano ancora valida la legge del taglione, e cristianesimo, che per quanto poi spesso non si comporti di conseguenza, almeno come principio la legge del taglione dovrebbe averla abolita.
 
Risposta) Grazie per le gentili parole. Qui ci troviamo a parlare di casi di psicopatia. L'incapacità di capire la sofferenza di una creatura umana, ma in genere di ogni essere animato, che come tale ha una sua sensibilità (a cominciare dal dolore e dal piacere) significa essere già "fuori" da una partecipazione normale nella vita. Oggi leggiamo insieme al caso da lei citato di un altro "nostrano" di  ruffiani che hanno preso a calci una lucciola incinta per farla abortire (da incinta non avrebbe procurato soldi). E guardando la cronaca nera troviamo situazioni orrende di tutti i gusti. Psicopatia, devianza psichica che può essere condivisa da una società intera, e lei cita giustamente il nazismo. L'impero romano, il cosiddetto faro di civiltà del mondo,  era disseminato di arene per divertire il popolo con spettacoli cruenti, gente bruciata viva o data in pasto ai leoni oltre lo spettacolo dei gladiatori. Crasso brucia centinaia di schiavi per far sentire l'odore dovunque, monito per non allearsi con Spartaco. E sappiamo che fine quest'ultimo ha fatto con altre migliaia di seguaci, crocefissi intorno alla capitale. Nel medioevo lo spettacolo del rogo e di gente chiusa in gabbia a morire non era raro. Insomma la specie umana non è una bella razza quando perde il lume della ragione e del sentimento, e questo è accaduto spesso e succede  ovunque e dovunque.
Per quanto riguarda la legge del taglione siamo d'accordo con lei. Purtroppo è istintiva come è istintivo nell'uomo dividersi in gruppi e farsi la guerra, sfogando così nelle vendetta alle presunte offese al gruppo il piacere ferino di infierire (e su questo siamo simili solo agli scimpanzè). La legge del taglione deve leggersi nel contesto sociale dei due rispettivi testi sacri ed è sicuramente primitiva rispetto a una pedagogia sociale che pone come fine una correzione costruttiva basata sulla giustizia. Certamente il "perdonismo" fine a se stesso non è una soluzione in quanto gli esseri umani soggiacciono alla legge dei rinforzi, per cui dare l'o.k alle malefatte significa incoraggiare il male. Nella parabola dei talenti non si perdona chi aveva nascosto anche l'unico talento che aveva invece di farlo fruttificare. E anche il dar l'altra guancia a chi offende può essere letto come una strategia funzionale a un certo momento (certo doverosa davanti ai prevaricatori per non rimetterci la pelle come comprese Galilei). Il perdono reale sta in relazione a un pentimento reale, presupposto per una modifica del proprio sé, anche per riparare gli sbagli del passato. Se la colonna della misericordia è sproporzionata in un senso o nell'altro rispetto a quello della giustizia l'edificio sociale crolla. Se la giustizia non può essere ridotta alla legge del taglione la misericordia non può assimilarsi a una sorta di menefreghismo con l'etichetta del perdono..
 

 

Domanda (....) Mi sono reso conto, sulla mia pelle, della presenza di queste scuole sufi degenerate anche se avevano un tempo buoni maestri. Il mio entusiasmo per il sufismo leggendo certe opere, da Gabriele Mandel, idries Shah, Syyed H.Nasr, si è affievolito nel contatto con la realtà. Ho trovato fanatismo, malignità e formalismi dappertutto. Forse la via è difficile per questo?

Risposta) . Lei ha già fatto il primo passo. Le organizzazioni che hanno perso l'essenza o quelle imitative sono sollecite a prendere nelle loro fila chiunque e perfino a farsi pagare. Rappresentano insomma delle reti che raccolgono tutti coloro che sono spinti da esigenze grossolane, vanità, ricerca di potere, bisogno di appartenenza in un gruppo, e spesso con devianze psichiche evidenti di cui un maestro si accorge immediatamente. Le persone che hanno una finezza maggiore appena entrano escono subito. Ci sono stati postulanti che hanno dovuto aspettare  anni prima di entrare in un contatto fecondo col maestro. In genere questi sono medici, psicologi, docenti universitari ma non esiste uno schema fisso.  L'importanza data alla psicologia e alla medicina dal sufismo già mette in evidenza come alla base del cammino ci sia l'attenzione a un lavoro sulla mente che non si può appetire allo spirito ingombrati da devianze.

Domanda.  ( ...) Come lei, anche Mandel, , che avevo conosciuto di persona ( ...) evidenzia il valore imprescindibile ed essenziale  della libertà di pensiero. Ma allora perchè non  eliminare direttamente la preoccupazione di mantenere la religione quando questa costringe dentro i vincoli della sua ideologia? Chi accetta una religione deve per forza castrarsi la ragione accettando i suoi miti e i suoi dogmi!

Risposta. Questo lo dice lei.  Se è vero che l'appartenere ad una comunità (non necessariamente religiosa, si pensi ai vari gruppi politici...) significa condividerne anche un pensiero, tutto sta nel "modo" in cui lo si fa. Il mistico è nel mondo ma non del mondo. Rumi diceva: Che fare, musulmani? Non riconosco più me stesso. Non sono cristiano né ebreo, non mazdeo né musulmano...Uno solo cerco, Uno solo so, Uno solo vedo, Uno solo chiamo...Per dire che l'importante è Dio, la Verità, prima di tutte le sue forme condizionanti.  Madre Teresa di Calcutta diceva che per lei l'importante era che un cristiano fosse un buon cristiano, un musulmano un buon musulmano un hindu un buon hindu e via dicendo. Aveva compreso insomma che nessuno deve costringere un altro e anche se stesso ad un modo di pensare. Non con questo la credenza religiosa è annullata ma vivificata dallo spirito nella sua universalità, filtrata dall'intelligenza e dalla cultura. E' insomma il modo in cui si vive una cosa che crea la differenza: al Vangelo e al Corano si sono ispirati i mistici ma anche gli inquisitori intolleranti e fanatici. Un terreno comune religioso è anche da un punto di vista sociologico, io credo, importante in quanto offre una piattaforma comportamentale adeguata e responsabile oltre a ricordare che non finisce tutto qui nella materia. L'importante è che ci siano persone sagge, equilibrate ed aperte, non tifoserie. Nessuna castrazione dunque, nessun regime coatto, di per sè, nella religione. Di tutto è giusto dubitare, ma se ho una certezza è questa: che Dio non giudica nessuno in base alla sua credenza ma in base alle sue opere e all'autenticità dei suoi sentimenti e intenzioni.

Domanda ( ...) Io ho un figlio e sono molto preoccupato dei messaggi occulti e palesi di carattere demoniaco che imperversano ovunque, dalla musica rock al web in generale. Ultimamente ho fatto delle ricerche su Walt Disney che anche lui inseriva messaggi subliminali nei film e addirittura non nascondeva di essere massone! Eppure questa ambigua figura viene elogiata nel vostro sito. Come è possibile?

Risposta) Caro signore, forse dovrebbe preoccupare di più l'ingenuità, la credulità, la mancanza di senso critico della gente piuttosto di una presunta cospirazione diabolica che lascia messaggi della sua oscura presenza ovunque. E' vero che ci sono sette dedite a questi culti ma, a parer nostro, sono interessanti dal punto di vista psichiatrico per la loro predilezione dei lati distruttivi e macabri non dal punto di vista religioso. Per quanto riguarda la campagna di demonizzazione di alcune figure tra cui Walt Disney dovremmo chiederci: è mai esistita a questo mondo una sola persona che  non sia stata denigrata e odiata? Nessuno, compresi i personaggi simbolo dei fondatori delle religioni che hanno avuto una pletora di nemici. Tutti costoro diffondevano maldicenze e sospetti nei loro confronti. Intanto questi "terribili messaggi subliminali" quali sono? Una lontana figura di donna con i seni scoperti, la scritta sex, forse un pene che si erge. Qualcos'altro? Ma non potrebbero essere stati fatti per scherzo dai disegnatori suoi collaboratori? Oppure, Disney, che era un profondo conoscitore della psicologia della Gestalt (diabolica pure questa?) poteva averli usati per veicolare (il pene per esempio) un certo tipo di percezione di forza. Oppure il sesso è del diavolo, come si diceva nel medioevo? Bisogna distinguere poi le eventuali scene subliminali apparse nei film in cui Disney era in vita da quelle successive della  Walt Disney. Infine perchè avrebbe dovuto nascondere di essere massone insieme a una ventina di premi nobel e ad altre migliaia di uomini d'arte, di scienza e di pace? Sono diabolici i promessi sposi perchè Manzoni era massone? Per la stessa ragione la penicillina perchè l'ha scoperta Fleming?  Dovremmo non divertirci più vedendo un film di Totò, di Olio o di Cervi quando faceva Peppone, sapendo che erano massoni? Dovremmo rifiutare l'Italia perchè tra i padri fondatori c'erano tra gli altri Mazzini e Garibaldi? E avanti per un libro intero. Lasci pure che suo figlio si diverta con Topolino che di certo non ispira a diventare un seminatore di zizzania e di veleni, uno che tenta solo di demonizzare ogni opera e persona  buona.


Domanda (...) Ho alcune richieste da farLe. Mi piacerebbe  sapere qualcosa in più sui sufi, al di là delle solite conferenze che si  trovano in giro. Io sono di Torino, e al festival sulla spiritualità  organizzato dal Comune abbiamo già avuto un khalifa italiano (...). Ci sono confraternite sufi femminili? MI piacerebbe approfondire il discorso sufi = artista, psichatra, psicologo. Scusi il disturbo, ma non so a chi altri chiedere.

Risposta) Negli ordini sufi donne e uomini stanno insieme anche se, soprattutto in medio- oriente e in Africa, ci sono delle distinzioni nelle attività e nel raggrupparsi.  Talvolta è una donna a guidare una tekke anche di uomini. Non considerando  le  confraternite fasulle o ormai "spente" (nella deriva di fanatismo o dimentiche  della sostanza) rimangono gruppi in cui l'insegnamento è vivo e operante. Al  suo buon senso, alla sua percezione, alla sua preparazione districarsi tra  esse. Spesso i sufi sono nascosti e comunque non le chiederanno mai soldi per  seguire corsi e ottenere iniziazioni. Principio del sufismo è conformarsi alle  forme del luogo, per cui  chi fa spocchiosamente il sufi-guru è evidentemente  un faccendiere (indipendentemente dalla fama e dai proseliti) . Può trovare del  materiale di studio nel nostro sito  e le indicazioni  dei libri nella sezione bibliografica. Infine poichè l'arte (tutte le arti, dalla musica alla pittura. al teatro eccetera) e la scienza sono state da sempre coltivate dai sufi è facile trovare tra essi soprattutto artisti, psichiatri e psicologi, tanto che nelle riunioni alcuni invitati hanno l'impressione di trovarsi in lavori di ricerca scientifici, se non fosse per i riferimenti mistici, come sale nel cibo.

Domanda: Ho letto l'articolo in studi sulla ricerca e il ricercatore. Non può questo articolo dare adito al discorso dell'autoiniziazione o dell'incensarsi maestri senza alcuna autorizzazione? Sono ben lontano dai dottrinalismi tradizionalistici ben sapendo che ci sono maestri regolarissimi nel sufismo ma di una squallida mediocrità se non fanatici veri e propri (...) ma il fai da te non migliora certo le cose. Questa è la mia opinione,

Risposta. Scriva all'autore. Comunque per quel che ci riguarda mi permetto di dirle che lei ha frainteso. Nel sufismo l'investitura a maestro fatta da un altro maestro autorizzato a dare le successioni, non significa automatica accettazione del ruolo. Quando questo ricercatore vorrà, se lo riterrà opportuno, inizierà nei modi  suoi propri un  lavoro in tal senso. Insomma dietro e accanto c'è sempre qualcuno. Semmai nell'articolo si evidenzia l'indifferenza nei confronti della vanità di essere chiamato scheikh o maestro. Tutto sommato recite per bambini sia nei quadri convenzionali e a maggior ragione nelle caricature fai da te.

Domanda) L'otto maggio ho compiuto 90 anni e mi rendo conto che la mia vita sul pianeta terra, inesorabilmente e inevitabilmente volge al termine (...) Sta nascendo una consapevolezza che cambierà la vita delle persone. Ci vorrà del tempo ma questo mutamento non è più arrestabile, poichè l'evoluzione della mente umana fa parte dell'evoluzione dell'universo il cui fine rimarrà comunque un mistero (...) Per quello che avverrà dopo la vita terrena sono pessimista: non c'era niente prima della nascita e non ci sarà niente dopo la vita terrena. Resterà il mistero del cosmo, della sua struttura, dell'infinito, dell'Eterno.

Risposta) Complimenti per l'età e la lucidità con cui ci è arrivato. Apprezzo tutte le sue considerazioni. In merito  alla conclusione che "non c'era niente prima della nascita e non ci sarà niente dopo la fine della vita terrena", anche in base alle sue stesse riflessioni precedenti, perchè non riflettere sulla possibilità che "c'era già tutto prima della nascita e rimarrà tutto dopo l'individuale fine terrena"? Se chiudiamo gli occhi, la realtà esterna continua ad esserci, così come noi. Credo piuttosto che anche la fine di un moscerino non sia il suo nulla ma il ritornare nel tutto. Siamo energia e l'energia si trasforma e non si annulla. Siamo parvenza, riflesso d'immagine spazio temporale di qualcosa di Reale. In un certo senso siamo niente anche vivendo eppur stiamo nel Tutto. E' come dice lei, un mistero che nessuna religione comprende eppur sulla sua realtà ogni religione ha costruito teorie comunque inadeguate. L'universo continua a esserci creatura dopo creatura, pianeta dopo pianeta, stella dopo stella, galassia dopo galassia che tutto diviene. L'universo continua a Essere appunto perchè, io credo ha il suo senso nell'Essere stesso, quello che percepiamo nella nostra coscienza e si apre all'esterno nei 5 sensi. Lo si chiami Dio o comunque si vuole, non possiamo fare a meno di Lui, se non fossimo coscienti dell'Essere non saremmo coscienti del Niente, e noi siamo lì, tra il nulla e il tutto. Io credo che la Realtà sia infinitamente di più di ogni nostra immaginazione e sentimento, pessimistico o ottimistico che sia.

Domanda) Ho seguito per televisione il festival di Sanremo e con esso  l'intervento di Celentano che finisce per essere una propaganda cristiana. La televisione dovrebbe essere laica e imparziale (...)

Risposta) Ognuno ha diritto di esprimere nello spazio pubblico le proprie idee e ben vengano quando sono costruttive e rispettose di quelle degli altri. Nonostante la reazione polemica suscitata dalla frase in cui diceva che giornali come l'Avvenire e Famiglia Cristiana dovrebbero venir chiusi, a nostro giudizio tutto era sensato e anzi auspicabile. Evidente era pure la provocazione (non certo una ingiunzione) : se a uno che chiede spiritualità ci si dà solo le beghe politiche, (quanto di più terrestre vi sia) tanto vale cambiare la testata. Se compro una rivista intitolata "le montagne" e trovo articoli e immagini di spiagge c'è qualcosa che non va'. V'è da dire però che Famiglia Cristiana ha un ottimo mensile di nome Jesus di valore spirituale (in cui era redattore anche il prof. Mandel coi suoi illuminati articoli sull'Islam ). Per il resto il sermone di Celentano mirava giustamente verso i valori dello spirito senza i quali una civiltà come la nostra finisce per massacrarsi e massacrare l'ambiente, e lo ha fatto all'interno della sua religione cristiana in modo non fondamentalistico. Quindi lei come musulmano dovrebbe esser contento di chi dice e opera il bene (il suo badget è stato stanziato tutto in beneficenza) indipendentemente dalla religione, come dice il Corano in tre punti in modi diversi: "..."cristiani, ebrei, sabei e chiunque compia il bene e creda nel divino quegli avrà il suo paradiso e non sarà leso da nulla" (2,62- 5,69- 4,124). Vede, il Corano è imparziale come vuole lei.

D) Perdonate la domanda molto semplice e di curiosità, ma come vede l'Islam la questione della vita extraterrestre, degli altri esseri, la possibilità di una invasione aliena?

R) Proprio nella prima sura viene fatta l'invocazione al Misericordioso come "Signore dei mondi" che legittimamente è stato interpretato nel senso di tutti gli esseri viventi dei miliardi di miliardi di pianeti che popolano l'universo, oppure delle dimensioni dello spirito, comunque sia l'intelligenza, che non è islamica o cristiana, occidentale o orientale ma umana,  ci porta a ritenere che vita e consapevolezza siano disseminate all'infinito oltre il nostro infinitesimale pianeta. Il discorso ufo invece probabilmente si esaurisce come un fatto dell'immaginario collettivo, ma questa è solo un'opinione. Infine l'unica invasione sulla terra è stata quella umana, che diffondendosi sempre più, distruggendo ed avvelenando le risorse e l'habitat, sta eliminando la vita sul pianeta. Insomma se c'è da preoccuparsi non è per una invasione aliena ma per l'uomo. I numeri parlano chiaro:  http://www.worldometers.info/it/

Domanda) Personalmente credo che l'uomo sia da considerare soprattutto nella sua razionalità in quanto ha saputo dare al suo comportamento  regole intelligenti a differenza degli altri animali (...)

Risposta) Beato lei che ha tanta fiducia nell'uomo razionale. Ogni domenica in tutto il mondo centinaia di milioni di persone seguono la loro squadra del cuore di calcio (o di basket, pallanuoto o altro) soffrendo e gioendo per i risultati, c'è perfino  chi scatena guerre fuori dallo stadio contro i tifosi della squadra nemica. Premesso che il gioco e il divertimento è cosa in sè bella e sana, non le sembra che sia l'irrazionalità a dominare tali comportamenti spesso esagerati? E' razionale la scelta di una squadra anzichè l'altra? Tifare per un gruppo di giocatori dei quali nessuno o quasi è della propria città e pronti ad andare nella squadra avversaria se meglio pagati o per altri vantaggi (come anche allenatori e presidenti)? Della squadra rimane solo una bandiera ed il resto è un via vai di commercio di soldi e di uomini. E' razionale accettare di vivere con mille o duemila euro al mese sgobbando di fatica sapendo che quei giocatori per tirare quattro calci al pallone in poco più di un'ora guadagnano come interi mesi se non anni di fatica? Cambio discorso, altro punto di vista. Ieri vedevo su Sky un documentario centrato sulla vita di una leonessa, chi lo ha girato partecipava emotivamente alle vicende di sopravvivenza di questo felino gioendo quando riusciva a procacciarsi il cibo. Eppure se le telecamere avessero preso come punto di riferimento del documentario una qualsiasi vittima della leonessa ecco che essa sarebbe stata la "cattiva" del racconto e tutte le simpatie si sarebbero spostate su quella giraffa o su quello gnu precedentemente ucciso. Secondo lei è razionale questo tipo di partecipazione? Chi ha un gatto di casa gli compra le scatolette con carne di coniglio, di agnello, di manzo ossia di animali a cui potrebbe affezionarsi come è affezionato al suo micio (potenzialmente anche lui da scatoletta). Tutto questo è razionale? E lascio andare avanti lei con questi esempi sul comportamento umano guidato dalla razionalità.

D)  (...) E' un periodo molto bello questo per  me, perchè mi sento molto sereno, è bello vedere che le situazioni che prima mi  terrorizzavano,ora non provocano in me nessun turbamento e tutto,dallo studio  alle relazioni con gli altri,mi riesce tutto meglio. Può sembrare strano,ma io ero proprio un ragazzino quando ho cominciato a  studiare l'islàm, avevo quattordici anni(adesso ne ho quasi venti),era un  periodo bruttissimo,ero un ragazzo chiuso ,depresso e totalmente inconsapevole  di cosa fossi realmente e di cosa fosse il mondo,come del resto è normale che  sia a quell'età.Il problema era che la mia situazione familiare mi opprimeva(e lo fa tuttora)a tal punto da farmi chiudere sempre di più in me stesso,a farmi  isolare dal mondo. Ovunque vedevo male,a scuola e per la strada mi sentivo  offeso e deriso e gli sguardi cattivi e spavaldi dei ragazzi della mia età mi  facevano paura,tornavo a casa ed era peggio ancora,mio fratello e mio padre in  casa rappresentavano quegli stessi ragazzi di strada,e io,che di per me ero già  molto debole di carattere, ne fui distrutto.Mi chiudevo nella mia camera per  giorni,uscire per strada era diventata un'impresa impossibile,per più di tre  anni mi portarono da vari dottori,ma penso che nessuno di loro afferrò bene il  problema e persi tempo e denaro. Intanto il fatto che i miei parenti  cominciassero a compatirmi,a trattarmi come il "malato",e man mano nella mia  mente cominciò a ristagnare l'idea che fossi veramente malato,talvolta vedevo  mia madre piangere per causa mia e questo mi struggeva il cuore. Ebbene (...) crederà che in questo groviglio di male,proprio quando stavo per  imboccare le strade più brutte,l'islàm ha bussato alla mia porta,e mi ha  condotto pari passo dal buio totale verso la luce, come una madre che tenga con  la mano il suo bambino. L' islàm mi ha condotto dentro me stesso,nei meandri  della mia personalità repressa,ho visto i miei mali e man mano li ho tolti via, mi ha fatto maturare,mi ha fatto crescere e io cominciai ad aprire la porta  della mia camera, cominciai a sorridere,a sentirmi felice,cominciai ad uscire  per strada,mi sentivo come liberato, liberato da una gabbia invisibile. Oggi sono  tutto l'opposto di quello che ero una volta,mi sento sereno e felice,e riesco a mantenere questa tranquillità anche in mezzo alla gente,mi sento sicuro di me  stesso e il mio passato mi sembra molto lontano. Certo i problemi non mancano,ma  sa qual è la cosa più straordinaria,è che probabilmente i problemi rispetto a prima sono aumentati,la mia famiglia non è cambiata da allora,la società alla  mia età impone più doveri,fatiche e cattiveria da sopportare,il fatto è che ora  tutto ciò non mi sfiora minimamente piuttosto rafforza la mia fede e la mia  personalità. Il Corano è stato la mia salvezza,è incredibile quello che può fare, ti insegna veramente il rispetto per te stesso,il rispetto dell'altro ed è incredibile come sia instancabile leggerlo e rileggerlo,è già un miracolo questo, leggere le stesse pagine di un libro che tuttavia non annoia mai e che sembra dire sempre cose diverse ad ogni lettura. (...) ho cercato di raccontarle la mia storia,per quanto possibile, e ho omesso i particolari. Auspico che le persone vadano al di la dei pregiudizi, che capiscano che una religione non è giudicabile da ciò che si sente in tv o che si legge sui giornali,auspico che i musulmani si rendano conto di possedere un tesoro che talvolta tengono riposto, perchè l' islàm è tutt'altro che una serie di leggi da applicare,oppure un serie di riti da praticare passivamente, l'islàm non è soltanto preghiera,ramadan o pellegrinaggio,è prima di tutto una via di spiritualità,una via di conoscenza di se stessi e della realtà,la via  che riconduce a Dio, l' Islàm che ha vissuto il Profeta. Chi lo vivrà in questo modo avrà una vita di gioie e serenità.

R) Belle e sincere parole. Lo crediamo anche noi. La vita quando diventa via per realizzare se stessi (e nelle profondità del Sè, dicono i sufi, c'è Dio) prende un senso, oltrepassa il banale e il ripetuto che caratterizza una deviata normalità comune. Il Corano (ma  tutto può essere motivo di evoluzione nelle giuste condizioni interiori) ha elementi universali che risolvono tanti problemi. Una buona traduzione si capisce. La migliore traduzione del  Corano che c'è in Italia per me è di gran lunga quella di Gabriele Mandel con un apparato critico eccezionale ( e costa anche poco nelle edizioni Utet) da abbinare al testo dello stesso autore il Corano senza segreti ed Rusconi. Soprattutto il Corano è un testo da saper leggere, se poi si intuisce qualcosa della ispirazione originaria è un  bel dono del cielo.

D) Già che si parla di termini mi si permetta una domanda: che limite ha l'io rispetto al sè ? E quando parlate di anima, Sè, spirito, questi termini sono sinonimi? Come si fa a capire la differenza?

R) Tutto dipende dal contesto e questo vale per ogni parola. Consideri il concetto di "darsi un limite" o "dei limiti". La prima impressione ed associazione di idee di uno psicoanalista, probabilmente, sarebbe negativa,  storcerebbe il naso pensando che ciò sottende ad inibizioni,  condizionamenti e simboliche castrazioni (i tipi coatti sono letteralmente imprigionati dal senso del limite) ma per un insegnante assumerebbe un significato positivo pensando a classi e allievi completamente fuori controllo, bestemmie e parolacce, liti anche manesche tra compagni, non gli passerebbe per la testa la liberazione dell'io e la fluidità della libido. Se l'azione di uno psicoanalista è anche di liberare l'io bambino dai limiti educativi e caratteriali per l'insegnante si tratta di dare dei limiti al comportamento : poi l'arte psicoanalitica e pedagogica sta tutta nel modo con cui  questi limiti si tolgono o si mettono responsabilizzando alla libertà nei confini del legittimo. Il buon senso fa capire il contesto. In ogni caso il Sè per sua natura non ha limiti mentre l'io è relazionato alla corporeità con cui deve fare i conti ( prigione degli gnostici ma anche fonte di piacere per gli epicurei). Per anima si può intendere il divino che è in noi o in  uno specifico junghiano l'aspetto psichico femminile dell'uomo, insomma, sta all'elasticità del lettore e alla sua cultura dare il giusto peso alle parole.

D) In questo sito ho trovato spesso il termine "principio di realtà". Proprio per questo, considerando che la vita è piena di ingiustizie e sofferenze come si può credere a Dio? Come può avere creato il male e abbandonato le sue creature? Anche chi è innocente, bambini ed animali, sono vittime di malignità e abusi.  Che senso hanno creature inutili come i microbi che possono sterminare tutta l'umanità? E Dio si è  divertito a crearli? Insomma è proprio la realtà a negare l'aldilà, chi ha a che fare con la realtà, per esempio uno medico impegnato a distruggere le malattie causate dai microbi non perde tempo con le metafisiche. Scusate ma è ciò che penso.

R) Lei non ha da scusarsi di niente. Lei fa la domanda forse più ripetuta in tema religioso: se esiste il male come può averlo creato Dio che è il bene assoluto? La risposta più adeguata e altrettanto ripetuta è: se tutto fosse bello, giusto e perfetto come potrebbe esistere la libertà di scelta? Dio lascia l'uomo libero di fare il bene o il male, permette il male che è la conseguenza degli errori umani. Gli errori (in un certo le asimmetrie) vengono corretti , espiati, in un modo o nell'altro anche attraverso il dolore. Ma lei pone la domanda coinvolgendo la natura dicendo che i batteri e virus sono inutili. In natura tutto si muove in ecosistemi dove ogni elemento serve all'insieme. Se una specie cresce a dismisura a danno del complesso i virus attraverso le pandemie riescono a tenere la popolazione sotto controllo. Non è mai successo che un virus abbia nientificato una specie, anche la peste nera arrivò al massimo a colpire i due terzi della popolazione e solo in certe zone. Quindi un pò perchè alcuni individui trovano le resistenze immunitarie e un pò perchè gli altri soccombono il virus scompare per ricomparire anche mutato quando le condizioni tornano favorevoli (tra cui un nuovo eccesso demografico) svolgendo l'indispensabile ruolo equilibratore (l'uomo di oggi ha rotto questa armonia che pagherà a caro prezzo). Quindi nelle leggi naturali non ci sono sciocchezze, ogni elemento ha una logica nell'insieme, tutto sta in un meccanismo che riconduce a leggi e a matematiche precise in cui sono compresi, a detta dei mistici, anche le sofferenze di chiunque. In termini pratici chi semina grano raccoglie grano e chi semina vento raccoglie tempesta. Cause ed effetti equilibratori che trascendono la vita individuale coinvolgendo più vite orizzontalmente e verticalmente: se il gruppo in cui lavoro sbaglia, insieme patiamo le conseguenze e i miei errori mi si riflettono oltre questa singola vita terrena. Spero di esserle stato di aiuto se questo voleva. ( P.S.  riporto in nota il nome di sufi anche viventi , stimatissimi virologi ... tutt'altro che refrattari alla spiritualità ).


 

D) (...) Una volta ho letto, nella sezione "essenze" del sito, una frase, che ora non trovo più, e che più o meno faceva cosi: "quando sarai stufo di questo mondo terreno e dell'aldilà allora potrò colmarti con il mio amore". Mi può spiegare meglio? Cosa è l'aldilà per un Sufi?

R) L'aldilà? Nelle stesse "essenze" c'è la risposta.  Rabi'a, una splendida
Sufi irachena, fu vista un giorno nel suo villaggio che correva con un secchio d'acqua in una mano ed una fiaccola nell'altra; quando le chiesero dove andasse e cosa facesse, rispose: "con il secchio voglio spegnere l'inferno, con la fiaccola bruciare il paradiso, questi due nulla che ci separano dall'assoluto".


D) Da qualche tempo ho trovato il vostro sito su internet e ne sono stato "catturato", nel senso che di frequente torno a rileggerne i contenuti. (...) Ecco la prima domanda: premesso che Dio, o comunque lo si chiami a seconda della propria cultura, è assolutamente inconoscibile e conseguentemente non riducibile ad una qualche ideologia o comunque burocratizzazione (sia essa religiosa, politica, ecc...), come concretizzare l'indescrivibile sentimento che si prova nell'"avvertire" Dio senza il rischio di cadere vittima, più o meno inconsapevolmente, di una burocratizzazione che ci si è per così dire "autoprovocati"? In altri termini, poichè l'uomo si realizza necessariamente nel parziale, come tradurre quel senso di assoluto senza cadere vittima di una parzializzazione di Dio? Vorrei fare un esempio molto pratico: nelle varie discpline vi sono persone che riescono meglio e altre che riescono peggio; a parità di predisposizioni, caratteristiche, ecc..., mi pare, ma non vorei fraintendere, che le persone che meglio riescono siano proprio quelle che più riescono a tradurre quel sentimento in termini pratici, in particolare nella pratica di una specifica disciplina; ossia quelle persone che più riescono a dimenticare il proprio io e a sostituirlo con quel senso di assolutezza; ma come si può poi non cadere vittima di tutto ciò? E ora vorrei porre la seconda domanda: essendo io uno studente di una facoltà scientifica mi sono sempre posto questo quesito particolare: come accordare tra loro la ricerca scientifica, razionale, che per definizione non accetta degli apriori e quel sentimento, che è esso stesso in fondo il motore trainante della ricerca, ma che si basa sull'apriori che esista una Scienza assoluta, una conoscenza, uno scopo. La ricerca razionale non accetta degli apriori, eppure essa stessa non esisterebbe senza la certezza aprioristica in un universo ordinato! Per me è un mistero... (...) attendo una risposta ma senza alcuna fretta.

R) Le risposte più importanti avvengono dentro di sè, al momento giusto, per cui aver pazienza viene al primo posto ( bello dunque in certe cose non far fretta) . Se c'è ricerca (e siamo qui per cercare non per trovare dicono i sufi)  la pulsione alla fede, come le altre terziarie, alla giustizia e la bellezza, rimangono, quindi non ci si inaridisce se si sa cosa sentire. Del resto anche una burocrazia religiosa  con le sue credenze ha la sua funzione terrestre e convenzionale: fede e religione ( qualsiasi essa sia mentre la fede, proprio perchè pulsione, è una) possono coesistere in ognuno e nella società in armonia, così come fede e scienza, pensi ad Einstein, anzi, chi riesce a vivere armonicamente queste realtà ha una completezza che lo porta a realizzare ottime cose. Infine: certo, Dio per il Corano è inconoscibile eppure lo stesso Corano sta nella frase: i cieli e la terra non mi contengono ma solo il cuore del mio fedele.

D) (...) ci sono domande che non hanno risposta, ma solo ipotesi. Se è vera l'idea che ricorre tra i sufi ripresa anche da Giordano Bruno che l'universo è infinito in quanto effetto di un'altra infinità, quella di Dio (a simile causa simile effetto) la teoria dell'universo che sembra assodata, ossia del big bang, non è in contraddizione con essa?

R) Dipende da come si osserva. Sarebbe così se questo universo con i suoi miliardi di miliardi di galassie fosse l'unico esistente. Ma se facesse parte di un organismo infinitamente più grande e complesso, la sua nascita e la sua morte (ed infatti pare condannato al principio dell'entropia) sarebbe fisiologica come quella di qualsiasi individualità, da una zanzara ad una stella. Un tempo si credeva che la terra esaurisse la realtà (il cielo e i pianeti erano appendici che ruotavano intorno) , poi con la rivoluzione copernicana la terra diventò parte di un insieme di pianeti che giravano intorno al sole, si scoprì poi che il sole a sua volta ruota con miliardi di altre stelle intorno al centro gravitazionale di una galassia la quale insieme ad un gruppo locale di galassie si allontana da un fondo originario che conteneva tutta l'energia alla base di questo universo. Ma questo cucchiaino pescava da una fonte infinitamente più vasta e complessa ( a cui restituirà il suo composto) la quale a sua volta....Può farsi una idea  di ciò  "il punto di vista del sufi" in spazio, nell'indice a sinistra.

Marcella, una "professoressa", ci ha mandato una intensa poesia  sulla sofferenza prendendo spunto dalla triste vicenda dei bambini seppelliti dal terremoto. Morte e vita, gioia e dolore, bene e male fanno parte necessaria dell'esistenza. Se si accetta la realtà si accettano i suoi contrasti, non c'è una cosa senza il suo opposto. Il Corano afferma che ognuno porta il peso di sofferenza che può sopportare: non si può "prendere" quello degli altri ma lo si può " comprendere". Questa Compassione è anche insegnata dal Cristianesimo e dal Buddismo , religioni che rappresentano in modo eroico il loro fondatore, seppur in modo diverso, che si prende sulle spalle il dolore del mondo per espiarlo e risorgere o illuminarsi .Ma noi siamo esseri umani, non apparteniamo al mito, per cui possiamo aiutare noi stessi facendo qualcosa per gli altri. Su come...vada avanti lei (bello il finale della sua poesia!) . (il dolore-click)

D) Vorrei sapere qualcosa su Averroè...

R) Può trovare in qualsiasi manuale di storia della filosofia le informazioni che cerca, oppure girando su internet. Un tratto particolarmente interessante in Averroè sta in questo: ci sono persone che non capiscono ma credono, i loro  sentimenti positivi ed il buon senso permettono loro di partecipare alla verità, al senso profondo dell'Islam, così coloro che capiscono per cui non hanno bisogno di credere: sanno e non hanno bisogno di dimostrarlo, nè dunque cercano seguaci. La conferma del cuore è sufficiente. Questi sono i filosofi, nell'antica accezione di amanti del Sapere. Poi ci sono quelli che non credono ma ritengono erroneamente di capire , essi sono i teologi. Fanno la gara tra loro a chi è il più ortodosso, quello che insomma ha lo schema giusto, assoluto  per la verità, ma rimangono intrappolati nelle loro rappresentazioni mentali. L' incapacità di capire e di non accettare i propri limiti  fa di loro arroganti fondatori di sette o fanatici estremisti, fondamentalisti o libertini. La storia delle religioni insegna. Essi sono dunque dei pericoli pubblici che l'Islam dovrebbe tenere a bada.  La garanzia della laicità e l'illuminismo del fondamento della religione  sono così messi in luce da Averroè ma ciò gli ha procurato diversi nemici, quelli che credono di capire, non solo nell'Islam.

Riccardo ci ha mandato questa bellissima poesia...

 

Vengo a Te, uni dei tuoi tanti

 

Lasciami camminare fra le cose belle
E fa che i miei occhi ammirino
Il tramonto rosso e oro

Fammi saggio
Così che io conosca le cose
Che Tu hai  insegnato al mio popolo,
le lezioni che hai nascosto
in ogni foglia, in ogni roccia   

Fa' che le mie mani rispettino
Cio' che tu hai creato,
e le mie orecchie siano acute
nell'udire la Tua voce

Cerca forza ,
non per essere superiore ai miei fratelli,
ma per essere abile
a combattere il mio più grande nemico:
me stesso

Fa 'che io sia sempre pronto
a  venire a Te
con mani pulite e occhi diritti,
così  che quando la vita svanisce
come la luce del tramonto,
il mio spirito possa venire a Te
senza vergogna

***

 

'

 

 

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